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sabato 19 maggio 2012

Lavoro stagione estiva 2012, come scegliere le offerte migliori

L’estate 2012 è alle porte. Quale migliore occasione per dedicarsi a un lavoro stagionale, a termine, unendo il benefit di una nuova esperienza professionale con la possibilità di conseguire redditi certamente graditi in tempi di crisi quali quelli attuali? Vediamo quali sono i migliori lavori estivi del 2012, e quali sono le occasioni disponibili nei principali settori.

nnanzitutto, ricordiamo come, con la complicità dell’estate, i settori maggiormente necessitanti di nuovo personale siano quelli legati al turismo e alla grande distribuzione (peraltro, settori non certo indipendenti gli uni dagli altri). “Un settore che resta molto dinamico è l’abbinata gdo-retail” – dichiara a Italia Oggi il marketing manager di Randstad, una delle principali agenzie per il lavoro presenti sul nostro territorio, Patrizia Origoni – “Le richieste spaziano dagli store manager agli addetti vendita, dai magazzinieri ai promoter, dai visual merchandiser agli scaffalisti, fi no ai banconisti e ai responsabili di negozio. Nell’ambito retail, sono sempre più numerose le richieste di personale madrelingua cinese, giapponese e russo”.
Di conseguenza, esperienza nel settore turistico, conoscenza di una seconda o di una terza lingua straniera e tanta voglia di mettersi in discussione, sembrano essere i principali requisiti per chi cerca un lavoro estivo. Ma, al di là del settore gdo – turismo, quali sono i tratti distintivi dei profili maggiormente ricercati dalle società?
“Intanto la proattività e lo spirito di iniziativa” – prosegue la marketing manager Randstad – “Di rilievo sono anche la capacità di adattamento e la disponibilità, a volte, a svolgere turni”. Insomma, più flessibilità ed elasticità si offrono all’azienda datore di lavoro, e maggiori sono le possibilità di poter essere pienamente valutati dalla stessa.
Per quanto concerne il timing della propria candidatura, sappiate che, se non lo avete già fatto, occorre sbrigarsi e accelerare i termini di proposta dei propri profili. “Le aziende del settore hanno già avviato le ricerche dei profi li classici per i settori, alberghi/ristorazione e commercio, come chef, aiuto chef, camerieri, barman, animatori, commessi e assistenti alla vendita” – ha spiegato allo stesso quotidiano Laura Piccolo, responsabile della divisione Grandi Clienti, ricordando come la maggior parte delle offerte siano rivolte “sia a candidati con esperienza pregressa nella mansione (è il caso, ad esempio, di chef, aiuto chef e barman) sia a giovani con poca o nessuna esperienza, studenti compresi, per andare incontro a esigenze, spesso più che raddoppiate, di personale per ristoranti, hotel, villaggi vacanze e strutture di accoglienza in generale, soprattutto in località e città ad alto afflusso turistico”.
Ma non solo: un altro settore da tenere in particolare considerazione è quello dei trasporti, visto e considerato che gli spostamenti estivi – principalmente per motivi di vacanza e di svago – genereranno un picco di richieste di servizi “Anche in ambito aeroportuale, l’Osservatorio Openjobmetis registra un picco di richieste di personale (principalmente su Roma e Milano) per fronteggiare l’intenso flusso di turisti-passeggeri in transito durante i mesi estivi. Inoltre, anche quest’ano, in vista dell’estate, cresce il fabbisogno di personale per sostituzione ferie in quasi tutti i settori: dai negozi ai call center, fi no alle banche. In particolare, la divisione Sanità di Openjobmetis sta registrando in tutta la Penisola una massiccia richiesta di infermieri professionali qualifi cati, Asa e Oss, destinati all’impiego presso residenze sanitarie” – si legge ancora nel quotidiano Italia Oggi.
cit: Su i vostrisoldi.it


Turismo/Un giorno al mare costerà il 4% in più rispetto all'anno scorso


Lo rivela Federconsumatori, per 4 persone si spenderà una media di circa 80 euro

Roma, 16 mag. (Adnkronos)- Con l’arrivo del caldo le famiglie si preparano a trascorrere le prime giornate al mare che, per molti, rappresenteranno le uniche forme di vacanza, visto il cambiamento sempre più profondo delle modalità e degli approcci al turismo estivo. Visti i tempi di crisi, infatti, la maggior parte degli italiani (circa il 66%) non partirà per la tradizionale vacanza di una settimana ma rimarrà in città, sfruttando le attrazioni e le manifestazioni che offre l’estate cittadina e popolando le spiagge più vicine, approfittando soprattutto delle offerte messe a disposizione dagli stabilimenti come happy hour, mezze giornate, sconti famiglia, tariffe agevolate per anziani e persino sconti-eco per chi raggiunge la spiaggia in pullman o in        treno.
A rilevarlo è la Federconsumatori sottolineando che una semplice giornata al mare, infatti, non è alla portata di tutti.
Secondo il monitoraggio effettuato dall’Onf-Osservatorio Nazionale Federconsumatori, per una famiglia di 4 persone (2 adulti e 2 ragazzi) una giornata al mare costerà in media 79,20 Euro, pari al 4% in più rispetto allo scorso anno. Nel caso si rinunci alle vacanze, una famiglia andrà al mare mediamente 4 domeniche in un mese, con una spesa di ben 316,80 Euro. Ma, avverte Federconsumatori, esistono alcuni modi per risparmiare. L’associazione infatti sottolinea che
anche se limitate e circoscritte, esistono ancora le spiagge libere, dove è possibile godersi il mare a costo zero.
Il risparmio, secondo Federconsumatori, arriva anche organizzandosi autonomamente per il pranzo, magari preparando dei panini prima di partire e portando una borsa frigorifera con alcune bibite (alcuni stabilimenti mettono a disposizione anche dei frigoriferi). Federconsumatori consiglia inoltre di confrontare, anche attraverso internet, i prezzi degli stabilimenti e le relative offerte e fare rifornimento di carburante presso le 'pompe bianche' (l’elenco  è disponibile gratuitamente sul sito Federconsumatori), presso le quali si possono risparmiare 9-10 centesimi al litro.

cit: corrierenazionale.it

domenica 18 dicembre 2011

Buone Feste


È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro.

È Natale ogni volta che non accetti quei princìpi che relegano gli oppressi ai margini della società.

È Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.

È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

sabato 26 novembre 2011

Migliaia in marcia contro Green Hill, fabbrica della morte, in corteo anche ministro Brambilla

In migliaia ieri hanno manifestato a Montichiari, provincia di Brescia, per chiedere la chiusura di Green Hill, una vera e propria fabbrica della morte, un allevamento di cani di razza beagle destinati alla vivisezione.
Migliaia le persone arrivate con pullman e macchine da ogni parte d’Italia per appoggiare una battaglia che nel bresciano va avanti da alcuni anni. Nel corteo c’era anche l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, non nuova a iniziative in favore degli animali e si dichiara “animalista convinta”. Il punto di arrivo dei manifestanti è stato il municipio che tuttavia, guarda caso, era vuoto e transennato. Questa è stata la grande sorpresa dei partecipanti al corteo, oltre a quella di aver trovato tanta polizia in abbigliamento antisommossa, cheavrebbero voluto solo chiedere al sindaco, Elena Zanola, di chiudere Green Hill con la sola voce del dissenso. Qualche momento di tensione, con alcuni attivisti che scavalcano le transenne per apporre alcuni striscioni vicino alle camionette degli agenti, ma alla fine il tutto termina pacificamente, senza scontri, con la sola occupazione simbolica della piazza del Comune e le grida indirizzate al sindaco perché ritiri l’autorizzazione per l’allevamento di Green Hill.
Green Hill 
di proprietà di una multinazionale americana, la Marshall Farm Incla più grande “fabbrica di cani” da laboratorio al mondoè l’unico allevamento di cani in Italia per cavie destinate ai laboratori scientifici, e ben presto, se non lo si fermerà sostengono alcuni manifestanti,diventerà il centro più grande d'Europa. Giovani, famiglie con bambini e anziani che hanno sfidato il freddo e la nebbia calata dopo poco, per oltre 5 ore, insieme a tantissimi cani, di ogni taglia genere e razza. Madel primo cittadino, Elena Zanola, non c’è ombra, tuttavia gli animalisti non si arrendono e a gran voce chiedono: “Sindaco, dove sei? Assumiti le tue responsabilità”. Un giovane, Claudio, uno degli organizzatori, afferma: “Non ci arrenderemo finché Green Hill non sarà chiuso.Ma non siamo qui soltanto per i cani – precisa - nei laboratori vengono usati anche topi, gatti, scimmie e conigli."

Poi qualcuno ricorda che il sindaco di Montichiari dal 31 ottobre ha nelle sue mani una richiesta di chiusura motivata: “ basata su precise e gravissime violazioni rilevate all’interno della struttura di Green Hill”.Infatti, il 30 settembre alcune guardie zoofile dell'Oipa (organizzazione internazionale protezione animali) su mandato della procura di Brescia hanno condotto un sopralluogo verificando diverse difformità. Massimo Comparotto, presidente dell'Oipa-Italia afferma: “Le guardie zoofile hanno riscontrato irregolarità non solo sulle modalità di allevamento (sovrannumero di capi per gabbia, inquinamento acustico) ma anche riguardo al registro di carico e scarico degli animali. La legge 116 del 1992 impone questo registro. Per questo abbiamo segnalato l'ipotesi di reato alla procura di Brescia, al ministero della Salute e al sindaco di Montichiari, che ha tempo fino al 30 novembre per decidere la revoca dell'autorizzazione”.
Il ministro Michela Vittoria Brambilla, invece, aveva inoltrato un esposto contro l'allevamento alla procura di Brescia e a i carabinieri dei Nas per maltrattamento di animali oltre che per “danni all'immagine della Nazione”. Il Ministro Brambilla è stata l’unica che, accompagnata dai Nas, è riuscita ad entrare nel “canile lager” di Montichiari, dandone poi una struggente testimonianza, con un articolo sul Corriere della Seravisibile 
qui e che inizia con queste parole: “Nei capannoni della morte: cani in piccoli box in attesa di essere torturati. Non so valutare se sia in regola con le normative vigenti ma di una cosa sono certa: non è in regola con le nostre coscienze”.Invece gli attivisti, sul loro sito, www.fermaregrinnhill.net, hanno scritto: “Il sindaco deve decidere se dare priorità al dolore e alla sofferenza e la prigionia di migliaia di cani rinchiusi nel lager di Montichiari, o agli affari sporchi di sangue di una multinazionale della tortura come Marshall” Il sindaco ha fatto sapere che renderà note le sue decisioni in seguito ad un ulteriore controllo che ha chiesto ai veterinari dell'Asl di Brescia.

Green Hill alleva cani di razza “beagle” destinati ai laboratori di vivisezione di tutto il pianeta. Secondo stime, all’interno dei cinque capannoni dell’azienda sarebbero rinchiusi più o meno 2500 cani adulti e svariate cucciolate. Green Hill, a seguito del decadimento di un altro allevamento italiano, Stefano Morini di San Polo d’Enza, è divenuta l’azienda principale di fornitura di cani sul mercato europeo, soprattutto la Francia: 250 creature viventi vendute ogni mese. Tra i principali clienti ci sono laboratori universitariaziende farmaceutiche e centri di sperimentazione comel’Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio europeo. Da Montichiari dunque,partono stock di animali, creature viventi e indifese, con un’unica destinazione: i laboratori delle torture di tutto il mondo, dall’America alla Cina.
Ma la maggior parte viene venduta in Europa: dalla Cea, il Commissariato per l’energia atomica e le energie alternative francesi, all’italianissimo Research Toxicology Centre di Pomezia che si trova nel “Campus Menarini”, insediato tra le due divisioni del colosso farmaceutico italiano, Menarini Ricerche Spa Menarini Biotech Spa. Poi, rimanendo sempre a Pomezia, figura tra i compratori di creature viventi destinate alle torture, anche la Sigma Tau, una società per azioni che, oltre alla produzione di prodotti farmacologici, produce cosmetici e dietetici. Ad Aprilia in provincia di Latina e a Catania, c’è un altro compratore, la Wyeth Lederle, multinazionale americana con sede nel New Jersey specializzata in prodotti per la zootecnia e cura di animali domestici e di allevamento. A Verona poi, c’è l’Aptuit, una multinazionale americana con sede nel Connecticut.
La Green Hill srl, ovviamente, in un comunicato respinge ogni accusa: “L'esito del sopralluogo effettuato dall'Asl di Brescia il 28 ottobre attesta la regolarità in relazione alle autorizzazioni amministrative, alle prescrizioni veterinarie e commerciali, nonché dal punto di vista igienico-sanitario». E ancora: “dal 2001 gestiamo un allevamento di beagle da utilizzare ai fini sperimentali, una struttura autorizzata con tutti i crismi dal Comune di MontichiariQuelli svezzati nei nostri capannoni non vanno considerati animali da affezione ma cani destinati alla ricerca scientifica a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”. Insomma un comunicato asettico, senza un minimo di coscienza che ben lascia intendere come l’allevamento di cani da laboratorio rappresenti un più che ottimo business economico per la Marshall, che ha anche previsto un allargamento del centro di Montichiari per arrivare a “produrre” 5.000 cani e farne così il più grande allevamento di cani beagle d’Europa. Green Hill e Marshall Farm inoltre “offrono” ai propri clienti trattamenti chirurgici su richiesta, tra cui il taglio delle corde vocali o l’asportazione di alcune ghiandole.
Purtroppo c’è da ricordare che in Europa la vivisezione è una pratica permessa e infatti, nelsettembre 2010 è stata approvata in via definitiva dal Parlamento europeo la nuova direttiva Ue sulla vivisezione, che ha suscitato non poche critiche. Infatti la critica o accusa che si può rivolgere all’Europa stessa, riguarda, in primis, gli scarsi incentivi che la stessa prevede per i “metodi alternativi” di sperimentazione che non prevedono l’utilizzo di creature viventi, cavie da laboratorio.

Sonia Bonvini
cit: Corriere informazione

sabato 19 novembre 2011

Piero Gnudi, Ministro per il Turismo e lo Sport

Nato a Bologna il 17 maggio 1938.
Dottore commercialista iscritto all'Ordine di Bologna dal 1964 ed al Registro dei Revisori Contabili dalla sua istituzione nel 1995.
Fondatore dello Studio Gnudi.
Consigliere di Amministrazione di Unicredit, è membro del Consiglio Generale e della Giunta direttiva di ASSONIME, del Comitato Esecutivo e del Consiglio Generale dell'ASPEN ISTITUTE, del Comitato Direttivo del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.
E' stato Presidente, membro del Consiglio di Amministrazione, e Sindaco di importanti Società, tra le quali: Presidente dell'ENEL, Presidente e Amministratore Delegato IRI, Presidente di RAI Holding, Presidente LOCAT, Presidente ASTALDI, membro del Consiglio di Amministrazione o Sindaco di ENI, ENICHEM, STET, MERLONI, FERRE', BEGHELLI, IRCE.
Dal 16 novembre ricopre la carica di Ministro per il Turismo e lo Sport.